"Come studia la musica chi non vede" alla luce delle nuove tecnologie

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Accade spesso che un collega, un amico musicista mi dica: “ho bisogno di un consiglio” e prosegue  “un bambino che sta perdendo la vista vorrebbe lezioni di musica… Cosa mi consigli?”
Altre volte educatori dei centri comunali o regionali scolastici, centri di documentazione nonvedenti, personale scolastico mi invitino a parlare a genitori che hanno figli con problemi di vista interessati alla musica. In fine, mi è capitato che la mamma di un bambino cieco mi chiedesse aiuto: “La prego mi insegni il Braille musicale così potrò aiutare mio figlio visto che la sua insegnante di pianoforte non lo conosce”.In parallelo ho constatato che l’informatica musicale per ciechi (displayBraille e programmi di elaborazione fileaudio ecc…) permette a musicisti e non, a ciechi e vedenti, di incontrarsi a metà strada.
Il concetto universalmente diffuso che vede il Braille musicale come un’applicazione molto complessa è per nulla immediata così come la matematica e tuttociò che necessita di tabelle, di colonne, di verticalizzazioni in genere (il Braille è per sua natura un sistema a scrittura lineare e consequenziale), con l’aiuto informatico di oggi  è meno complicato: la condivisione delle partiture in file  attraverso Internet e i comuni programmi Di posta e decodifica rendono piu pratico e immediato ciò che ieri non lo poteva essere.
Ai frequentatori di questo corso si garantisce  una piena full immertion nei sistemi piu innov

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Stage

Frequenza

Modalità di Accesso

Il seminario è rivolto a docenti del Conservatorio e allievi dei corsi di didattica della musica e potenziali interessati

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